PAGINA IN COSTRUZIONE
Ercole Spada (1937 - 2025)
Lancia Dedra 835 - Origini e contesto del progetto
di Carlo Miraglia
La Lancia Dedra nasce nel 1989 come berlina compatta-premium di segmento D, sul volere di Vittorio Ghidella nel 1986, pensata per sostituire la Prisma e posizionarsi un gradino sopra le concorrenti generaliste, puntando su Comfort elevato per la categoria, finiture curate e materiali di livello superiore come il legno Bubinga, ricavato da una pianta africana, la Rosa d’Africa, per rivestire parti del cruscotto e console clima. Piattaforma “Tipo 2” condivisa con Fiat Tipo, Fiat Tempra e Alfa 155, ma con taratura più confortevole. Il progetto è firmato dall'istituto I.De.A, sotto la guida di Ercole Spada, per l’estetica e sfrutta la piattaforma “Tipo 2”, molto moderna per l’epoca.
Meccanica e soluzioni tecniche
La Lancia Dedra aveva un’impostazione sospensiva molto più raƯinata di quanto ci si aspetterebbe da una berlina compatta di fine anni ’80.
La Dedra era molto avanzata per il suo segmento, con sospensioni anteriori McPherson e posteriori a bracci tirati, tarate per comfort e stabilità.
Ponte posteriore: a sinistra quello delle versioni a trazione anteriore, a destra quello della Dedra integrale
Aerodinamica: Cx molto basso (0,29), raro per una berlina compatta anni ’90.
Elettronica: ABS a 2 sensori per 1.6 e 1.8, a 4 sensori per il 2.0 e Turbo, a 6 sensori per l’integrale
Motori (prima serie 89 - 92):
o 1.6 SPI 90 CV
o 1.8 MPI 110 CV
o 2.0 MPI 120 CV
o 1.9 TDs 92 CV
o 2.0 Turbo 8v MPI per la HF (165 CV) e HF Integrale (180 CV)
Motori (secondo restyling ‘93, introduzione del catalizzatore)
o 1.6 SPI cat.75 CV
o 1.8 MPI cat.105 CV
o 2.0 MPI cat.113 CV
o 1.9 TDs 92 CV
o 2.0 Turbo 8v MPI per la HF (162 CV) e HF Integrale (169 CV)
Motori (seconda serie 1994 - 96)
o 1.6 16v MPI - 90 CV
o 1.8 8v MPI - 101 CV
o 2.0 16v MPI - 139 CV
o 2.0 16v MPI Integrale - 139 CV
o 1.9 TDs 90 CV
Motori (terza serie 1996-98)
o 1.8 16v 113 CV (1996).
o 1.8 16v VVT 130 CV (1996).
o 1.6 16v 103 CV (1998)
o 1.9 TD 90 CV
Interni e qualità costruttiva
Uno dei punti di forza è la qualità percepita: plancia morbida e assemblaggi solidi, sedili molto comodi, spesso in Alcantara (una peculiarità Lancia), abitacolo silenzioso e ben isolato, illuminazione interna molto ricercata e diffusa.
Dotazioni ricche per l’epoca: airbag (dal secondo restyling), check control, alzacristalli anteriori e posteriori elettrici, climatizzatore automatico, sospensioni a regolazione elettronica (ASC), cruscotto optoelettronico, sedili con regolazione elettrica.
La Dedra voleva essere una “piccola Thema” elegante, sobria, confortevole.
La plancia con il primo volante dotato di airbag
Conmandi del climatizzatore e delle sospensioni a controllo elettronico
La strumentazione optoelettronica
Su strada, comportamento e carattere
Parola d’ordine: comodità, guida morbida, assorbimento eccellente, sterzo leggero non sportivo, motori aspirati equilibrati ma non brillanti, turbo molto più vivaci con carattere deciso, versioni Integrale trazione impeccabile (ma più pesanti): la Dedra non nasce per essere sportiva (tranne HF), ma per offrire comfort e compostezza.
Punti deboli e criticità
Anche la Dedra, come tutte le auto, presenta alcuni difetti: elettronica delicata (sensori, check panel, climatizzatore), corrosione su alcuni esemplari dei primi anni, alcune plastiche del cruscotto delicate che con il tempo possono lesionarsi. Ricambi non sempre economici per le versioni HF, mentre le versioniturbo richiedono manutenzione scrupolosa.
Le plastiche del cruscotto fragili rientrano nei difetti comuni delle Dedra
Evoluzione
Il primissimo restyling arriva nel 1992, quando si introducono i motori catalizzati, ma è dal 1993, con la seconda serie, che vennero introdotte le prime modifiche: la gamma della Dedra fu ampliata con la variante SW, con i livelli di allestimento presenti anche su altre vetture Lancia: LE, LS e la più lussuosa LX.
Vennero modificati i copricerchi, aggiunto un secondo spruzzino per la pulizia del parabrezza e inserita sulla calandra una targhetta indicante la motorizzazione e l'allestimento, il piantone dello sterzo è collassabile e le portiere sono protette da barre laterali antintrusione. Furono usati nuovi gruppi ottici posteriori. Tra i motori viene introdotto il 2.0 16v da 139 cv, che equipaggerà anche la versione SW Integrale. Venne introdotta anche la 2.0 con il cambio automatico e viene utilizzata la sigla HF per le versioni Turbo.
La Dedra viene aggiornata un’ultima volta nel 1998 con la terza serie. Furono introdotti nuovi gruppi ottici anteriori fumé, i paraurti vennero completamente verniciati in tinta con la carrozzeria, nuovi cerchi in lega da 15’. Migliorati gli interni con sedili, pannelli porta e cruscotto aggiornati con quelli usati sulla nuova Delta 836. Motori aggiornati con i 1.6 16v, 1.8 V.V.T. (Variable Valve Timing) da 130 cv. Gli allestimenti diventano solo due: LE ed LS.
Prodotta fino al 1999 in oltre 418.000 esemplari, la Dedra non diventa un’icona popolare come altre Lancia, ma rappresenta un modello solido, elegante e coerente con la tradizione del marchio. Sarà sostituita dalla Lancia Lybra, in un periodo di grandi cambiamenti per l’intero gruppo.
Perché oggi è interessante
Ci sono molti motivi per comprare una Dedra oggi, molto comoda spaziosa e piacevole da guidare, con un fascino “Lancia anni ’90” che oggi è quasi scomparso, economica da acquistare e da mantenere, se non per alcuni dettagli. Interessante soprattutto nelle versioni HF Turbo e Integrale, che adottano la stessa meccanica della Delta plurivincitrice nei rally, conferendo alla berlina un carattere insospettabilmente sportivo, ma restando sempre in un campo più sobrio e tranquillo.
Dedra Turbo e Dedra Turbo Integrale
Le Dedra 2000 Turbo e Integrale rappresentano il momento in cui Lancia decide di portare la sua berlina compatta verso un territorio più ambizioso, unendo l’eleganza tradizionale del marchio a una dose inedita di sportività. Nascono per rispondere a una nuova fascia di automobilisti europei, più preparati ed esigenti, che cercano prestazioni elevate ma anche raffinatezza tecnica e comfort. Entrambe condividono il moderno quattro cilindri 2.0 con contralberi di equilibratura, turbocompressore Garrett e gestione elettronica integrata, una soluzione che consente di ottenere potenze e coppie molto elevate già ai bassi regimi, mantenendo un’erogazione fluida e sfruttabile. Il sistema boost-drive, che modula in modo continuo la pressione del turbo, permette di mantenere la potenza massima fino al limite del regime utile, migliorando la risposta del motore e prevenendo situazioni di fuorigiri nei tratti in discesa.
La Dedra 2000 Turbo interpreta questa base tecnica in chiave di trazione anteriore, adottando il viscodrive, un giunto viscoso tipo Ferguson inserito tra differenziale e semiasse. Questo dispositivo trasferisce automaticamente coppia alla ruota con maggiore aderenza, intervenendo in modo progressivo e senza brusche reazioni. Il risultato è una vettura più stabile in curva, meno soggetta a sottosterzo e capace di sfruttare meglio la potenza anche su fondi diƯicili o disomogenei. Il viscodrive riduce i serpeggiamenti tipici delle trazioni anteriori potenti e aumenta la sicurezza in condizioni critiche come aquaplaning, neve o ghiaccio, mantenendo la piena compatibilità con l’ABS Bosch 2E.
La Dedra Integrale, invece, porta su strada l’esperienza maturata da Lancia nei rally e nei modelli Delta e Prisma 4WD e integrale. Il suo sistema di trazione permanente a quattro ruote motrici utilizza tre differenziali: uno anteriore libero, uno posteriore tradizionale e uno centrale epicicloidale, che ripartisce la coppia in modo naturale con un leggero vantaggio all’avantreno (56/44). Un giunto viscoso Ferguson integrato nel centrale modifica automaticamente questa ripartizione quando una delle due estremità perde aderenza, privilegiando sempre l’assale più fficace. A completare il sistema c’è il bloccaggio del differenziale posteriore, attivabile tramite pulsante e gestito elettronicamente per evitare che il suo intervento comprometta la stabilità: funziona solo sotto i 25 km/h, si disattiva oltre tale soglia o dopo 45 secondi da fermo e disabilita l’ABS quando inserito. Una doppia spia informa il guidatore sullo stato del blocco, rendendo il sistema intuitivo e controllabile.
A sinistra: pulsante di controllo del blocco differenziale; a destra: lo spoiler tipico di Dedra HF e HF integrale
Questa architettura conferisce alla Dedra Integrale un comportamento dinamico neutro, privo di marcate tendenze al sottosterzo o al sovrasterzo, e una sicurezza superiore su fondi bagnati, fangosi, innevati o ghiacciati. La distribuzione più equilibrata della coppia riduce il carico su ciascuna ruota, migliorando la capacità di tenuta laterale e rendendo la vettura particolarmente efficace nei percorsi tortuosi e di montagna. Anche nelle manovre più delicate, come un sorpasso impostato male o una curva affrontata con troppa fiducia, la trazione integrale aiuta a recuperare la traiettoria con maggiore naturalezza.
Attorno a queste soluzioni tecniche, Lancia costruisce due versioni ricche di contenuti: ABS potenziati (a 4 sensori sulla Turbo, a 6 sulla Integrale), sospensioni con ammortizzatori lamellari, comandi cambio a bowden, frizione “tirata” e sospensione idroelastica del motore sulla Integrale, oltre a un abitacolo rifinito in Alcantara e a un’estetica elegante ma più sportiva, con minigonne nere e spoiler posteriore. Ne risulta una coppia di vetture che non rinuncia alla classe tipica del marchio, ma la combina con una meccanica sofisticata e prestazioni di alto livello, offrendo due interpretazioni complementari della stessa filosofia: la brillantezza raƯinata della Turbo e la sicurezza totale della Integrale.
Allestimento HF
Nel 1993 sulla gamma Turbo si introduce la sigla HF, proprio come la Delta Integrale, con l’inserimento del piccolo fregio HF sulla calandra. Le versioni Hf sono tutte catalizzate e di conseguenza scendono le potenze, a 162 CV per la 2wd e 169 CV per l’integrale, ma le prestazioni restano generalmente simili alle non catalitiche.
Le prestazioni sono interessanti: 215Km/h per entrambe le versioni, lo scatto 0-100 km/h 8,3 sec. per la Turbo e 8 sec. per l’Integrale.
Si arricchiscono però di interni più sportivi e pregiati (optional) con i sedili anatomici Recaro in alcantara traforata e una strumentazione dedicata che ricorda quella della Delta Integrale. La Dedra Integrale (1991–1994), con trazione 4x4 e motore 2.0 turbo derivato dalla Delta, è oggi considerata molto rara. La produzione fu breve e destinata a un pubblico ancora più ristretto.
Stima realistica è di 2.500–3.000 esemplari complessivi.
Differenze con la Delta Integrale 8v Cat.
La Dedra condivide gran parte della meccanica con la Delta, ma presenta alcune differenze mirate che ne definiscono un carattere più stradale e meno esasperato. La più evidente riguarda il differenziale posteriore, che sulla Dedra è libero ma bloccabile elettricamente tramite pulsante, mentre sulla Delta è un autobloccante Torsen sempre attivo. Anche la turbina è di dimensioni più contenute, scelta che privilegia la prontezza ai bassi regimi e la fluidità rispetto alla spinta brutale tipica della Delta. La centralina motore adotta una taratura più progressiva, pensata per un’erogazione lineare e meno aggressiva, così da rendere la Dedra più rilassante nei lunghi viaggi e meno impegnativa nella guida quotidiana. Al di là di queste differenze, il monoblocco e tutta la parte meccanica interna — albero motore, pistoni, bielle e manovellismi — rimangono sostanzialmente identici a quelli della Delta.
Vista del sottoscocca della Dedra integrale
Allestimenti interni Dedra berlina prima serie
Mercato estero (Tedesco)
Nel mercato estero non sono esistite versioni speciali, ma al contempo la Lancia, all’estero e soprattutto in Germania, offriva una Lineaccessori molto più ricca e personalizzabile, non solo a livello estetico ma anche meccanico.
Concorrenti
Le principali concorrenti della Dedra erano: Audi 80 – BMW serie 3 – Mercedes 190 – Peugeot 405 – Opel Vectra – Citroen BX – Volvo 440