LANCIAPRISMA 

 

La Prisma di Franco:

 

1.6 del 1987

 

 

NOME

Franco Bagnara
PROVENIENZA Forlì 
MODELLO E ANNO 1.6, immatricolata il 5/08/1987, acquistata usata nell’ottobre 2000
KM PERCORSI 167.828
N. TELAIO

ZLA831ABO03307105

COLORE grigio quarzo metallizzato
INTERNI

velluto azzurro

ACCESSORI alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata, antifurto, specchio esterno destro, cerchi in lega, fendinebbia, autoradio, condizionatore, impianto GPL (installato il 7/12/2002), gancio di traino (installato il 21/10/2005).
FOTO mio babbo e mio zio che si procurano i pezzi di ricambio dalla Prisma di un vicino

esposizione della mia Prisma quando me la portai a casa per la prima volta.

semi-ribaltamento a Monticino di Dovadola (FC).

1 aprile 2010: nuove foto

 

La mia Prisma è stata fino al 2000 un’auto aziendale, che nonostante avesse:

·        appena 100.000 km all’attivo,

·        neanche una ammaccatura, un graffio o della ruggine,

·        ma soprattutto i cellofan che ricoprivano ancora gli interni delle portiere,

era stata destinata alla demolizione dal Consiglio di Amministrazione di una nota Banca di Forlì.

Quando lo venni a sapere, conoscendo le ottime prestazioni del motore, avendone già un’altra in famiglia, 

non esitai un attimo per precipitarmi a strapparla dall’atroce destino.

Fino ad oggi, non mi ha mai lasciato a piedi!!!

Nonostante stia per acquistare un’Alfa nuova, Io dalla mia Prisma non mi separo!!!

….e poi come potrei, disponendo anche dei pezzi di ricambio, che mi sono procurato con mio babbo e mio zio 

in occasione della demolizione di un’altra di proprietà di un mio vicino!!!

 

Ho ancora la pelle d’oca quando mi torna alla mente, quello che mi è capitato due estati fa a Monticino di Dovadola (FC).

“Stavo percorrendo una strada sterrata tortuosa molto ripida per raggiungere degli amici ad una festa in collina, quando in prossimità della cima, mi accorsi che non ero più in grado di salire, in quanto le ruote slittavano, ma soprattutto, dopo essersi fermata, iniziava a scivolare all’indietro. Per evitare il burrone da una parte e la ripida discesa dall’altra, decisi di sterzare verso il monte pensando, che si sarebbe fermata. L’auto invece di arrestarsi, continuava nel suo moto e pericolosamente si stava alzando. Istintivamente aprii la mia portiera, che fece da puntone salvandoci dal peggio”.

 

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