LANCIAPRISMA 

 

La Prisma di Carmelo:

 

1.600 del 1984

 

NOME

Carmelo Mirisciotti

PROVENIENZA

Enna

MODELLO E ANNO

1.600, acquistata nuova il 7 luglio 1984, data in permuta nel 1998

KM PERCORSI

108.000

TARGA

EN 89024

COLORE

grigio quarzo met.

INTERNI

ACCESSORI

condizionatore
FOTO
 

Salve a tutti da un appassionato Lancista!

 
Mi chiamo Carmelo Mirisciotti e ho 31 anni. Sono di Enna, Sicilia e Mi sono imbattuto in questo splendido forum casualmente e devo dire che quando l'ho visitato ho avuto una bella sensazione, quella di trovarmi a "casa" e in "famiglia" facendo un bel salto indietro.
Adesso vi racconto la mia storia di Lancista.
Tutto comincia con la prima vera auto posseduta da mio padre, comprata nel 1971 dopo aver fatto scuola guida per tanti anni con una mitica Fiat 500.
 
La prima vera auto acquistata da mio padre (di fede Lancista, ovviamente!) fu una splendida (per me, ma incompresa e senza fortuna per altri) Autobianchi A 111. L'auto fu acquistata nuova da mio padre, era di colore bianco con interni in pelle (quella che si usava tanto all'epoca) nera. Aveva la trazione anteriore, un motore di derivazione Fiat di 1400 cc (in realtà era lo stesso motore della Fiat 124, che mio padre aveva avuto l'opportunità di acquistare in quanto un suo compagno di giochi era titolare della prima concessionaria Fiat di Enna, ma mio padre disse NO!
 
L'Autobianchi in realtà era un gran bella macchina per l'epoca, oltre alla trazione anteriore di cui abbiamo detto prima, aveva anche l'alternatore (penso che fu la prima auto italiana a montarlo) e udite udite, aveva la console centrale che per l'epoca era considerata una vera chiccheria in quanto divideva l'abitacolo esattamente in due posti, pilota e passegero!Mio padre la comprò anche come valida alternativa alla Lancia Fulvia Berlina che ormai era giunta a fine carriera, ma sopratutto come detto prima per distinguersi dal Fiat 124, macchina ritenuta scorbutica e antipatica da mio padre. Mio padre andò in viaggio di nozze con quella macchina, io sono nato nel 1976 e per me quella fu la prima macchina alla quale fui molto affezionato.Fu quella infatti l'auto con la quale per la prima volta impugnai il volante tra le mie mani!. La macchina durante gli anni ebbe parecchi problemi, sopratutto alla guarnizione della testata e alla coppa dell'olio, come mi fu poi spiegato nel corso degli anni da mio padre.Il fatto che oggi non ci siano più esemplari in circolazione, la dice lunga sul livello di affidabilità della macchina! 
 
La macchina veniva sempre seguita da  meccanici Lancia-Autobianchi, i primi anni a Caltanissetta presso l'officina dell'allora Concessionaria S.CL.A.R. che all'epoca era solo Autobianchi-Citroen, poi invece si convinse a portarla all'allora Filiale Lancia  di Catania.Poi dopo varie vicissitudini verso il 1978-79  mio padre, dietro vari suggerimenti, si decise a cambiare auto.L'auto fu data in permuta alla stessa concessionaria citata poco sopra, e sostituita nel 1979 con una Citroen GS 1220 II serie, colore azzurro carta da zucchero dalla particolare linea feastback (non so se si scrive così, perdonatemi!) tanto in voga negli anni 70 primi anni 80!
L'Autobianchi, nel frattempo venne ricondizionata e rimessa a punto dalla concessionari e fu in seguito comprata da un signore di Enna che la utilizzava come prima macchina di rango per tutta la famiglia e rimase in circolazione per altri 5-6 anni.Ogni qualvolta la vedevo in giro, mi asaliva un senso di rabbia vedere la macchina del mio papà in mano a uno sconosciuto!
 
La Citroen aveva dalla sua una tecnologia abbastanza innovativa per l'epoca, infatti montava un particolare sistema di sospensioni idropneumatiche e l'auto era regolabile su tre diversi livelli di altezza, ma nonostante fosse innovativa, io odiai sempre quella macchina.Il motivo è presto detto: mancava di classe ed eleganza, quella cui io ero abituato con l'Autobianchi e del quale ero perdutamente innamorato.
 
La Citroen, durante gli anni si comporta egregiamente, non ha particolari problemi. Magli anni cominciano a passare anche per lei.Nel frattempo arriviamo al mese di novembre del 1982.
 
E' un anno ricco di novità per l'automobile, in quel tempo fanno la comparsa sul mercato diversi modelli interessanti. Ma è chiaro che l'interesse di mio padre viene subito indirizzato e proiettato verso il mondo Lancia.La Lancia in quel periodo apportò una serie di miglioramenti e rinnovamenti su tutta la gamma di quel periodo, ma la verà novità era ovviamente rappresentata dalla Lancia Prisma, che venne definita (impropriamente secondo me e poi vi spiego anche il perchè!) la 3 volumi della Delta. In realtà la Prisma fu una berlina molto elegante e raffinata con una sua forte personalità, specialmente la prima serie che ritengo la più bella ed elegante.Finalmente la Lancia, grazie al Disegno di Giugiaro (il miglior designer di auto secondo me!) tornava a proporre sul mercato una classica berlinetta a 3 volumi dalla linea elegante e molto curata nei dettagli, abbandonando la linea feastback lanciata negli anni 70 con la Beta e la grande Gamma e ancora proseguita con una classica 2 volumi come la Delta che erroneamente veniva considerata l'erede della Fulvia. In ralatà la vera erede di Fulvia era proprio Lei, la nostra Lancia Prisma e non la Delta che non era un 3 volumi. La Lancia infatti negli anni 80 torna prepotentemente a proporre sul mercato vetture a 3 volumi, la dimostrazione è data dal fatto che la Beta, ormai a fine carriera nel 1982, viene in realtà ridisegnata e rinnovata con la Trevi, anche grazie all'adozione di nuove motorizzazioni, sopratutto il raffinato motore 2.0 con compressore volumetrico. Da qui appunto la denominazione di Volumex. Ma la Trevi era pur sempre una Beta, seppure con la linea a 3 volumi, e non riscosse molto successo!
 
A questo punto, mio padre è interessato all'acquisto della nuova macchina, (ancora è forte l'affezione mista alla rabbia per la perdita dell'Autobianchi A 111) dapprima valuta varie proposte, va a visionare anche la Fiat Regata (l'auto piena di SI, vi ricordate la pubblicità dell'epoca?) la quale aveva più o meno con piccole variazioni gli stessi motori della Prisma, ma a me e mia mamma la Regata proprio non piaceva, e anche mio padre ne era convinto!
Poi ritornammo in Lancia, sempre nella mitica concessionaria Lancia - Autobianchi S.CL.A.R. per le provincie di Caltanissetta ed Enna.
Qui il concessionario, visto che mio padre era vecchio cliente sia con l'Autobianchi che con la Citroen, dopo avergli fatto visionare una Lancia Trevi 1600, colore grigio fumo di Londra, che era tra l'altro in pronta consegna, fece le proprie valutazioni.
Passa un altro anno e mezzo, siamo già nel 1984, ma le attenzioni ricadono sempre su di Lei, la Prisma 1600; dopo avere effettuato un giro presso altre concessionarie Lancia, alla ricerca del preventivo migliore, ma con fare strafottente e sopratutto con la presunzione di dover imporre il colore dell'auto, (il concessionario ISVAUTO di Palermo voleva proporci o il colore oro metallizzato oppure l'azzurro metallizzato, ma a noi non piacevano affatto, mio padre voleva ovviamente il BLU LANCIA, ma siccome già allora era un colore raro, ci dissero che per avere quel colore ci volevano almeno 2 mesi di attesa!)
Ecco che alla fine ritorniamo alla casa madre, ovvero alla sempre mitica concessionaria SCLAR di Caltanissetta-Enna. Siamo a maggio del 1984, qui ci viene fatto un nuovo preventivo, per il colore purtroppo anche qui ci dicono che per il Blu Lancia ci sono tempi di attesa incerti e abbastanza lunghi. Ci viene fatta visionare una Lancia Prisma colore grigio fumo di Londra metallizzato, a mia mamma il colore piacque subito, se ne innamorò e anche a me devo dire che nonostante avessi solo 8 anni il colore lo ritenevo una novità e lo consideravo alla "moda". Tra gli optional, mio padre volle rinunciare al doppio specchio retrovisore e ai cerchi in lega, (che io invece volevo fortemente) ma scegliemmo il condizionatore d'aria che per l'epoca era un optional abbastanza costoso, Infatti ricordo che lo pagammo circa 600.000 L, compreso il montaggio che fu eseguito dall'officina Lancia della Concessionaria, mentre in realtà doveva essere montato in fabbrica. L'impianto era della Diavia, che all'epoca era un'azienda molto avanzata e ricordo che veniva scelta anche dalla Maserati per la Biturbo.
Il prezzo finale della nostra Prisma 1600, senza la permuta della Citroen (che abbiamo tenuto altri 2 anni prima dell'acquisto della Fiat Panda 30 come seconda auto) comprensivo di Aria Condizionata e Vernice metallizzata fu di 16.500.000.
La macchina ci venne consegnata il 7 luglio 1984. L'emozione fu enorme, lo check panel era una novità e allora lo chiamavano "computer di bordo" con tutte quelle lucine rosse che si accendevano, l'accensione statica Digiplex e singlepoint della Magneti Marelli era una novità anch'essa e ancora lo storico sistema di servofreno e frenatura Duplex, brevetto della Lancia, 4 freni a disco, vetri atermici di colore verde (novità!), vetri elettrici anteriori e doppio tasto al lato guida, portabollo di serie inserito sotto lo specchietto retrovisore interno, luce spot di lettura per il passegero (chic!), 105 cavalli che rombavano appena si metteva in moto la macchina (ancora oggi quando sento quel tipico rumore mi vengono i brividi e la pelle d'oca), 180 Km/h di velocità massima, carburatore Weber a doppio corpo cambio leggermente inclinato che ricordava  tanto quello della mitica Autobianchi A 111e col quale mio padre finalmente riprendeva le vecchie abitudini e stile di guida ereditato dall'Autobianchi, tappezzeria con stoffe di Ermenegildo Zegna, volante a due razze con il logo Lancia al centro e tasti del clacson laterali, orologio digitale a 3 bottoni della Veglia Borletti (quest'ultimo componente creò non pochi problemi insieme allo check panel, ma questa è un'altra storia!), pneumatici ribassati tubeless Pirelli P 6 (anche questi una novità assoluta per i tempi!). Da allora fu la nostra compagna di viaggi, io a dieci anni festeggiai la prima comunione su quella macchina, quando mio padre la portava al lavaggio volevo sempre esserci io, volevo godermi le varie fasi della pulizia.
I tagliandi vennero eseguiti scrupolosamente secondo il libretto di manutenzione programmata Lancia e sempre nell'officina della nostra amata concessionaria.
Aveva nel lunotto l'adesivo con la scritta "Lancia campione del mondo rally 1983", da ciò deduco che la nostra vettura nonostante fu acquistata nel 1984, era stata fabbricata nel 1983 (ma questa è solo una mia supposizione che non è stata mai confermata). Era targata EN 89024 (targa ovviamente nera con le iniziali arancioni e numeri bianchi).
L'unica volta che ci lasciò a piedi fu a Palermo, dopo 4 anni di vita, causa il sensore della centralina di accensione che venne sostituito presso l'officina Lancia dell'allora concessionaria RIOLO di Palermo, concessionaria che ci accolse con fare gentile e sopratutto molto competente il capo officina che subito non appena scese dal carro attrezzi e fece la prova a metterla in moto, individuò subito il problema.La vettura ci venne riconsegnata perfettamente efficiente dopo 2 giorni di ricovero! Lì siamo nel 1988, erà già uscita la seconda serie della Prisma, ma già per me era evidente che la vettura non aveva più lo stesso fascino elegante, gentile ed aggrazziato della prima serie. La nuova Prisma mi sebrava infatti appesantita nella linea, sopratutto all'esterno, causa il rigonfiamento del cofano motore che aveva abbandonato le due nervature laterali! e anche gli interni non avevano più lo stesso fascino ed eleganza con le stoffe di Zegna della prima serie.
 
La  Prisma l'abbiamo tenuta per 14 anni fino al 1998, dopo ben 14 anni di onorato servizio ed appena 1080000 Km fatti prevalentemente nella guida autostradale, dandola in permuta per l'acquisto della VW Passat 1.9 TDI da 110 cv, complice la fine della benzina super e le rottamazioni facili di quel periodo.
Durante i suoi 14 anni la macchina non ebbe mai particolari problemi, a 70000 km vennero sostituiti gli ammortizzatori e i pneumatici originali, la cinghia di distribuzione e la pulizia della testata! ma solo per mero scrupolo del meccanico, non perchè ci fossero problemi! Solo pochi mesi prima di darli in permuta ci fu un piccolo trafilaggio di acqua dalla testata, infatti ricordo che i rabbocchi del liquido di raffreddamento erano più frequenti!
 
la macchina ci venne valutata 3.000.000 di L. ma solo perchè si presentava in impeccabili condizioni di carrozeria e anche il motore non era niente male, ma aveva bisogno semplicemente di una buona messa a punto per ottimizzare i consumi di carburante.
 
Mio padre non se la sentì di tenerla, forse oggi chissà, preso dai ricordi e dalla nostalgia magari sì!
Ma già allora ricordo che la ricerca di alcuni pezzi di ricambio cominciava a diventare difficile, nonstante con la nuova concessionaria Guadagni di Caltanissetta mio padre aveva intrattenuto ottimi rapporti col capofficina ( i tagliandi li faeva sempre in Lancia).
Forse oggi con l'arrivo della benzina Blu Super, il problema degli ottani poteva essere agevolmente aggirato, ma verso la fine degli anni 90, mio padre ebbe timore di non poterla più utilizzare quella splendida macchina!
E fu così che fecimo il passaggio al diesel!
per fare questa scelta ovviamente ci affidammo a un costruttore dalla consolidata esperienza in fatto di diesel come appunto la Volskwagen!
 
Ricordo che un venditore della concessionaria quando visionò la macchina per darla in permuta mi disse questa frase : "qualcuno che si compra questa macchina, lo troveremo"! "è un peccato rottamarla"
 
in quel momento avrei voluto prenderlo a cazzotti....
La rabbia è sbollita soltanto quando ci siamo messi al volante della Passat Highline 1.9 TDI Highline colore nero perla metallizzato ed interni in colore beige in alcantara e pelle con inserti in radica e cerchi in Lega a 7 razze che ricordano tanto quelli a sette razze della Prisma (come si conviene ad automobilista in cui batte un cuore Lancista!) col quale fino ad ora abbiamo percorso 95.000 km senza alcun  problema , ma soltanto eseguendo l'ordinaria manutenzione dei tagliandi prescritti dalla casa. La Passat, di per sè è una berlina elegante, completa di tutto specialmente la Highline, sicura e con una linea ancora attuale, nonstante nel 2005 ci sia stato l'avvento della nuova Passat Serie V, ma la sua linea, specialmente al posteriore non la ritengo pulita come quella della serie IV cioè la mia!
Nonostante della Passat posso dire tutto il bene possibile, (è arrivata a fare 22 km con un litro di gasolio e un autonomia di 1170 km con un pieno, come dire da Enna a Roma con un pieno), le manca qualcosa, non sò aiutatemi voi a scoprire cosa!
 
Io penso di averlo capito, le manca la classe della Lancia!
 
La differenza di viaggiare in Lancia!
 
Questa è la storia della mia Prisma.

 

 

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