Salve a tutti da un
appassionato Lancista!
Mi chiamo Carmelo Mirisciotti e
ho 31 anni. Sono di Enna, Sicilia e Mi sono imbattuto in questo splendido
forum casualmente e devo dire che quando l'ho visitato ho avuto una bella
sensazione, quella di trovarmi a "casa" e in "famiglia"
facendo un bel salto indietro.
Adesso vi racconto la mia storia
di Lancista.
Tutto comincia con la prima vera
auto posseduta da mio padre, comprata nel 1971 dopo aver fatto scuola guida
per tanti anni con una mitica Fiat 500.
La prima vera auto acquistata da
mio padre (di fede Lancista, ovviamente!) fu una splendida (per me, ma
incompresa e senza fortuna per altri) Autobianchi A 111. L'auto fu acquistata
nuova da mio padre, era di colore bianco con interni in pelle (quella che si
usava tanto all'epoca) nera. Aveva la trazione anteriore, un motore di
derivazione Fiat di 1400 cc (in realtà era lo stesso motore della Fiat 124,
che mio padre aveva avuto l'opportunità di acquistare in quanto un suo
compagno di giochi era titolare della prima concessionaria Fiat di Enna, ma
mio padre disse NO!
L'Autobianchi in realtà era un
gran bella macchina per l'epoca, oltre alla trazione anteriore di cui abbiamo
detto prima, aveva anche l'alternatore (penso che fu la prima auto italiana a
montarlo) e udite udite, aveva la console centrale che per l'epoca era
considerata una vera chiccheria in quanto divideva l'abitacolo esattamente in
due posti, pilota e passegero!Mio padre la comprò anche come valida
alternativa alla Lancia Fulvia Berlina che ormai era giunta a fine carriera,
ma sopratutto come detto prima per distinguersi dal Fiat 124, macchina
ritenuta scorbutica e antipatica da mio padre. Mio padre andò in viaggio di
nozze con quella macchina, io sono nato nel 1976 e per me quella fu la prima
macchina alla quale fui molto affezionato.Fu quella infatti l'auto con la
quale per la prima volta impugnai il volante tra le mie mani!. La macchina
durante gli anni ebbe parecchi problemi, sopratutto alla guarnizione della
testata e alla coppa dell'olio, come mi fu poi spiegato nel corso degli
anni da mio padre.Il fatto che oggi non ci siano più esemplari in
circolazione, la dice lunga sul livello di affidabilità della macchina!
La macchina veniva sempre
seguita da meccanici Lancia-Autobianchi, i primi anni a Caltanissetta presso
l'officina dell'allora Concessionaria S.CL.A.R. che all'epoca era solo
Autobianchi-Citroen, poi invece si convinse a portarla all'allora Filiale
Lancia di Catania.Poi dopo varie vicissitudini verso il 1978-79
mio padre, dietro vari suggerimenti, si decise a cambiare auto.L'auto fu
data in permuta alla stessa concessionaria citata poco sopra, e sostituita nel
1979 con una Citroen GS 1220 II serie, colore azzurro carta da zucchero dalla
particolare linea feastback (non so se si scrive così, perdonatemi!) tanto in
voga negli anni 70 primi anni 80!
L'Autobianchi, nel frattempo
venne ricondizionata e rimessa a punto dalla concessionari e fu in seguito
comprata da un signore di Enna che la utilizzava come prima macchina di rango
per tutta la famiglia e rimase in circolazione per altri 5-6 anni.Ogni
qualvolta la vedevo in giro, mi asaliva un senso di rabbia vedere la macchina
del mio papà in mano a uno sconosciuto!
La Citroen aveva dalla sua una
tecnologia abbastanza innovativa per l'epoca, infatti montava un particolare
sistema di sospensioni idropneumatiche e l'auto era regolabile su tre diversi
livelli di altezza, ma nonostante fosse innovativa, io odiai sempre quella
macchina.Il motivo è presto detto: mancava di classe ed eleganza, quella cui
io ero abituato con l'Autobianchi e del quale ero perdutamente innamorato.
La Citroen, durante gli anni si
comporta egregiamente, non ha particolari problemi. Magli anni cominciano a
passare anche per lei.Nel frattempo arriviamo al mese di novembre del 1982.
E' un anno ricco di novità per
l'automobile, in quel tempo fanno la comparsa sul mercato diversi modelli
interessanti. Ma è chiaro che l'interesse di mio padre viene subito
indirizzato e proiettato verso il mondo Lancia.La Lancia in quel periodo
apportò una serie di miglioramenti e rinnovamenti su tutta la gamma di quel
periodo, ma la verà novità era ovviamente rappresentata dalla Lancia
Prisma, che venne definita (impropriamente secondo me e poi vi spiego anche il
perchè!) la 3 volumi della Delta. In realtà la Prisma fu una berlina molto
elegante e raffinata con una sua forte personalità, specialmente la prima
serie che ritengo la più bella ed elegante.Finalmente la Lancia, grazie al
Disegno di Giugiaro (il miglior designer di auto secondo me!) tornava a
proporre sul mercato una classica berlinetta a 3 volumi dalla linea elegante e
molto curata nei dettagli, abbandonando la linea feastback lanciata negli anni
70 con la Beta e la grande Gamma e ancora proseguita con una classica 2 volumi
come la Delta che erroneamente veniva considerata l'erede della Fulvia. In
ralatà la vera erede di Fulvia era proprio Lei, la nostra Lancia Prisma e non
la Delta che non era un 3 volumi. La Lancia infatti negli anni 80 torna
prepotentemente a proporre sul mercato vetture a 3 volumi, la dimostrazione è
data dal fatto che la Beta, ormai a fine carriera nel 1982, viene in realtà
ridisegnata e rinnovata con la Trevi, anche grazie all'adozione di nuove
motorizzazioni, sopratutto il raffinato motore 2.0 con compressore
volumetrico. Da qui appunto la denominazione di Volumex. Ma la Trevi era pur
sempre una Beta, seppure con la linea a 3 volumi, e non riscosse molto
successo!
A questo punto, mio padre è
interessato all'acquisto della nuova macchina, (ancora è forte
l'affezione mista alla rabbia per la perdita dell'Autobianchi A 111) dapprima
valuta varie proposte, va a visionare anche la Fiat Regata (l'auto piena di
SI, vi ricordate la pubblicità dell'epoca?) la quale aveva più o meno con
piccole variazioni gli stessi motori della Prisma, ma a me e mia mamma la
Regata proprio non piaceva, e anche mio padre ne era convinto!
Poi ritornammo in Lancia, sempre
nella mitica concessionaria Lancia - Autobianchi S.CL.A.R. per le provincie di
Caltanissetta ed Enna.
Qui il concessionario, visto che
mio padre era vecchio cliente sia con l'Autobianchi che con la Citroen, dopo
avergli fatto visionare una Lancia Trevi 1600, colore grigio fumo di Londra,
che era tra l'altro in pronta consegna, fece le proprie valutazioni.
Passa un altro anno e mezzo,
siamo già nel 1984, ma le attenzioni ricadono sempre su di Lei, la Prisma
1600; dopo avere effettuato un giro presso altre concessionarie Lancia, alla
ricerca del preventivo migliore, ma con fare strafottente e sopratutto con la
presunzione di dover imporre il colore dell'auto, (il concessionario ISVAUTO
di Palermo voleva proporci o il colore oro metallizzato oppure l'azzurro
metallizzato, ma a noi non piacevano affatto, mio padre voleva ovviamente il
BLU LANCIA, ma siccome già allora era un colore raro, ci dissero che per
avere quel colore ci volevano almeno 2 mesi di attesa!)
Ecco che alla fine ritorniamo
alla casa madre, ovvero alla sempre mitica concessionaria SCLAR di
Caltanissetta-Enna. Siamo a maggio del 1984, qui ci viene fatto un nuovo
preventivo, per il colore purtroppo anche qui ci dicono che per il Blu Lancia
ci sono tempi di attesa incerti e abbastanza lunghi. Ci viene fatta visionare
una Lancia Prisma colore grigio fumo di Londra metallizzato, a mia mamma il
colore piacque subito, se ne innamorò e anche a me devo dire che nonostante
avessi solo 8 anni il colore lo ritenevo una novità e lo consideravo alla
"moda". Tra gli optional, mio padre volle rinunciare al doppio
specchio retrovisore e ai cerchi in lega, (che io invece volevo fortemente) ma
scegliemmo il condizionatore d'aria che per l'epoca era un optional abbastanza
costoso, Infatti ricordo che lo pagammo circa 600.000 L, compreso il montaggio
che fu eseguito dall'officina Lancia della Concessionaria, mentre in realtà
doveva essere montato in fabbrica. L'impianto era della Diavia, che all'epoca
era un'azienda molto avanzata e ricordo che veniva scelta anche dalla Maserati
per la Biturbo.
Il prezzo finale della nostra
Prisma 1600, senza la permuta della Citroen (che abbiamo tenuto altri 2 anni
prima dell'acquisto della Fiat Panda 30 come seconda auto) comprensivo di Aria
Condizionata e Vernice metallizzata fu di 16.500.000.
La macchina ci venne consegnata
il 7 luglio 1984. L'emozione fu enorme, lo check panel era una novità e
allora lo chiamavano "computer di bordo" con tutte quelle lucine
rosse che si accendevano, l'accensione statica Digiplex e singlepoint della
Magneti Marelli era una novità anch'essa e ancora lo storico sistema di
servofreno e frenatura Duplex, brevetto della Lancia, 4 freni a disco, vetri
atermici di colore verde (novità!), vetri elettrici anteriori e doppio tasto
al lato guida, portabollo di serie inserito sotto lo specchietto
retrovisore interno, luce spot di lettura per il passegero (chic!), 105
cavalli che rombavano appena si metteva in moto la macchina (ancora oggi
quando sento quel tipico rumore mi vengono i brividi e la pelle d'oca), 180
Km/h di velocità massima, carburatore Weber a doppio corpo cambio
leggermente inclinato che ricordava tanto quello della mitica
Autobianchi A 111e col quale mio padre finalmente riprendeva le vecchie
abitudini e stile di guida ereditato dall'Autobianchi, tappezzeria con stoffe
di Ermenegildo Zegna, volante a due razze con il logo Lancia al centro e tasti
del clacson laterali, orologio digitale a 3 bottoni della Veglia Borletti
(quest'ultimo componente creò non pochi problemi insieme allo check panel, ma
questa è un'altra storia!), pneumatici ribassati tubeless Pirelli P 6 (anche
questi una novità assoluta per i tempi!). Da allora fu la nostra compagna di
viaggi, io a dieci anni festeggiai la prima comunione su quella macchina,
quando mio padre la portava al lavaggio volevo sempre esserci io, volevo
godermi le varie fasi della pulizia.
I tagliandi vennero eseguiti
scrupolosamente secondo il libretto di manutenzione programmata Lancia e
sempre nell'officina della nostra amata concessionaria.
Aveva nel lunotto l'adesivo con
la scritta "Lancia campione del mondo rally 1983", da ciò deduco
che la nostra vettura nonostante fu acquistata nel 1984, era stata fabbricata
nel 1983 (ma questa è solo una mia supposizione che non è stata mai
confermata). Era targata EN 89024 (targa ovviamente nera con le iniziali
arancioni e numeri bianchi).
L'unica volta che ci lasciò
a piedi fu a Palermo, dopo 4 anni di vita, causa il sensore della centralina
di accensione che venne sostituito presso l'officina Lancia dell'allora
concessionaria RIOLO di Palermo, concessionaria che ci accolse con fare
gentile e sopratutto molto competente il capo officina che subito non appena
scese dal carro attrezzi e fece la prova a metterla in moto, individuò subito
il problema.La vettura ci venne riconsegnata perfettamente efficiente dopo 2
giorni di ricovero! Lì siamo nel 1988, erà già uscita la seconda serie
della Prisma, ma già per me era evidente che la vettura non aveva più lo
stesso fascino elegante, gentile ed aggrazziato della prima serie. La nuova
Prisma mi sebrava infatti appesantita nella linea, sopratutto all'esterno,
causa il rigonfiamento del cofano motore che aveva abbandonato le due
nervature laterali! e anche gli interni non avevano più lo stesso fascino ed
eleganza con le stoffe di Zegna della prima serie.
La Prisma l'abbiamo
tenuta per 14 anni fino al 1998, dopo ben 14 anni di onorato servizio ed
appena 1080000 Km fatti prevalentemente nella guida autostradale, dandola in
permuta per l'acquisto della VW Passat 1.9 TDI da 110 cv, complice la fine
della benzina super e le rottamazioni facili di quel periodo.
Durante i suoi 14 anni la
macchina non ebbe mai particolari problemi, a 70000 km vennero sostituiti gli
ammortizzatori e i pneumatici originali, la cinghia di distribuzione e la
pulizia della testata! ma solo per mero scrupolo del meccanico, non perchè ci
fossero problemi! Solo pochi mesi prima di darli in permuta ci fu un piccolo
trafilaggio di acqua dalla testata, infatti ricordo che i rabbocchi del
liquido di raffreddamento erano più frequenti!
la macchina ci venne valutata
3.000.000 di L. ma solo perchè si presentava in impeccabili condizioni di
carrozeria e anche il motore non era niente male, ma aveva bisogno
semplicemente di una buona messa a punto per ottimizzare i consumi di
carburante.
Mio padre non se la sentì di
tenerla, forse oggi chissà, preso dai ricordi e dalla nostalgia magari sì!
Ma già allora ricordo che la
ricerca di alcuni pezzi di ricambio cominciava a diventare difficile,
nonstante con la nuova concessionaria Guadagni di Caltanissetta mio padre
aveva intrattenuto ottimi rapporti col capofficina ( i tagliandi li faeva
sempre in Lancia).
Forse oggi con l'arrivo della
benzina Blu Super, il problema degli ottani poteva essere agevolmente
aggirato, ma verso la fine degli anni 90, mio padre ebbe timore di non poterla
più utilizzare quella splendida macchina!
E fu così che fecimo il
passaggio al diesel!
per fare questa scelta
ovviamente ci affidammo a un costruttore dalla consolidata esperienza in fatto
di diesel come appunto la Volskwagen!
Ricordo che un venditore della
concessionaria quando visionò la macchina per darla in permuta mi disse
questa frase : "qualcuno che si compra questa macchina, lo
troveremo"! "è un peccato rottamarla"
in quel momento avrei voluto
prenderlo a cazzotti....
La rabbia è sbollita soltanto
quando ci siamo messi al volante della Passat Highline 1.9 TDI Highline colore
nero perla metallizzato ed interni in colore beige in alcantara e pelle con
inserti in radica e cerchi in Lega a 7 razze che ricordano tanto quelli a
sette razze della Prisma (come si conviene ad automobilista in cui batte un
cuore Lancista!) col quale fino ad ora abbiamo percorso 95.000 km senza alcun
problema , ma soltanto eseguendo l'ordinaria manutenzione dei tagliandi
prescritti dalla casa. La Passat, di per sè è una berlina elegante, completa
di tutto specialmente la Highline, sicura e con una linea ancora attuale,
nonstante nel 2005 ci sia stato l'avvento della nuova Passat Serie V, ma la
sua linea, specialmente al posteriore non la ritengo pulita come quella della
serie IV cioè la mia!
Nonostante della Passat posso
dire tutto il bene possibile, (è arrivata a fare 22 km con un litro di
gasolio e un autonomia di 1170 km con un pieno, come dire da Enna a Roma con
un pieno), le manca qualcosa, non sò aiutatemi voi a scoprire cosa!
Io penso di averlo capito, le
manca la classe della Lancia!
La differenza di viaggiare in
Lancia!
Questa è la storia della mia
Prisma.

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